La tragedia avvenuta in Calabria, nella quale hanno perso la vita 11 persone (ma il bilancio potrebbe salire, perch i dispersi sono 5) travolte da una piena nel torrente Raganello, pone l’attenzione su uno sport finora non considerato estremo, il torrentismo o canyoning come viene generalmente definito all’estero, che ha gi visto numerosi incidenti mortali (19 i morti in Svizzera in un incidente del ‘99). Uno sport che consiste nella discesa, calandosi con corde o trascinati dalla corrente, di strette gole (o canyon o forre) percorse da corsi d’acqua, tipicamente torrenti con buona portata d’acqua. A differenza di altri sport acquatici con cui spesso viene confuso (rafting, kayak, hydrospeed, o canoismo a causa del nome inglese “canoeing”) si percorre il torrente a piedi, senza l’ausilio di gommone o canoa. L’ambiente in cui si svolge, comunemente detto forra, per sua stessa natura inospitale.

Fattori imprevedibili

Un percorso di torrentismo si svolge infatti all’interno di gole profondamente scavate nella roccia, caratterizzate in genere da forte pendenza. Gli ostacoli sono quindi costituiti da cascate, salti di roccia, scivoli, corridoi allagati, laghetti. quindi impossibile la progressione a ritroso e gi questo rappresenta un primo problema, spesso sottovalutato. L’uscita dal canyon avviene infatti solo al suo termine o in corrispondenza di scappatoie, se presenti (ma nella maggior parte dei casi questo non avviene). Lo sport si svolge in gruppo, composto in genere dai 4 agli 8 torrentisti. Il torrentismo non necessariamente uno sport estremo, ma nel caso di piene o altri eventi critici pu divenirlo rapidamente, com’ accaduto in Calabria, dove il Raganello si ingrossato ed esploso, travolgendo e uccidendo i molti escursionisti presenti in zona.

Gole sempre pi profonde

Va preciso che nella pratica del canyoning non sempre l’acqua presente in forra. La presenza o meno di questo elemento determina le attrezzature e le tecniche utilizzate. La progressione avviene in discesa, grazie a calate su corda e arrampicate verso il basso (dette “disarrampicate”); in presenza di acqua ci si cala anche con tuffi e scivolate sui cosiddetti toboga, gli scivoli naturali. Inizialmente le tecniche adottate in questa pratica furono di tipo speleologico o alpinistico, in seguito sono state adottate tecniche specifiche, sempre di derivazione speleo-alpinistica ma modificate in virt dei rischi legati alla presenza dell’acqua. Diffondendosi, il torrentismo ha affrontato gole sempre pi profonde e rischiose. Il Raganello stesso, dov’ avvenuta la tragedia, un canyon profondo in certi punti molte decine di metri.

I pericoli e la loro valutazione

I principali pericoli del canyoning sono legati all’ambiente inospitale in cui si svolge tale attivit. I fattori di pericolo pi evidenti sono l’acqua, il freddo e la discesa delle verticali. La principale causa di incidente mortale in canyon rappresentata dalle piene improvvise, dette flash flood. Un’onda di piena all’interno di una forra larga pochi metri pu risultare fatale al torrentista, che viene sballottato tra le rocce per decine di metri come un giocattolo. Un’altra causa di incidente legata all’acqua riguarda le calate su corda che avvengono sotto cascata, poich il blocco accidentale della discesa sotto il forte getto dell’acqua rappresenta una situazione di potenziale pericolo di annegamento. I pericoli legati al freddo, o pi specificamente all’ipotermia, sono anch’essi presenti nel senso che si presentano in caso di prolungate soste in forra (in seguito ad imprevisti) o in caso di inadeguata attrezzatura individuale. Spesso poi – accaduto anche in Calabria – vengono portati in queste escursioni anche dei bambini, che hanno una minora resistenza all’acqua gelata e ad eventuali traumi. Vi sono poi i pericoli legati alla verticalit , minori se affrontati con le tecniche ed i materiali appropriati. Un fattore di rischio pu essere un attacco di panico durante una calata con corda.

I privati: l’offerta di escursioni e corsi

Molte le realt che in Italia offrono percorsi di torrentismo, con percorsi di varia difficolt e training pi o meno specifico. Nei loro siti sui tende a presentare questo sport come assolutamente non pericoloso e non estremo. Ma chi effettua la valutazione del rischio e con quali parametri? All’estero il risk assessment di questo tipo di sport un’attivit codificata e oggetto persino di commissioni governative e organismi ministeriali (in Australia per esempio), mentre il canyoning vietato in alcuni Stati americani. Le guide straniere pi accreditate parlano di sport potenzialmente mortale.

Il panorama italiano

Attualmente i praticanti abituali di torrentismo in Italia si possono stimare in circa 3000. Oltre ai gruppi autonomi, i praticanti di provenienza speleologica si aggregano soprattutto attorno ai gruppi speleologici del Club Alpino Italiano e della Societ Speleologica Italiana, mentre l’Associazione Italiana Canyoning (AIC) nata nel 1998 raccoglie soprattutto appassionati che hanno il torrentismo come attivit primaria. Ogni anno l’AIC organizza il Raduno Internazionale Canyoning.

21 agosto 2018 (modifica il 21 agosto 2018 | 11:35)

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